Max, una giovane ricercatrice ambiziosa, si reca alle Svalbard, in Norvegia, per intervenire a una conferenza sull’etica del potenziamento della mente. Qui scopre un edificio sperimentale altamente tecnologico alimentato da “Dual Resolve”, un sistema che sfrutta il calore corporeo umano. Mentre la conferenza entra nel vivo, il calore dei corpi e la pressione delle idee iniziano a confondersi, trascinando Max in uno stato di crescente incertezza, in cui pensiero e sensazione non sono più distinguibili.
Nel suo primo romanzo, Morgane Billuart intreccia l’implacabile oscurità artica con una critica dei media per esplorare i confini tra realtà fisica e innovazione tecnologica.