Con la serie di sculture intitolata 'Plugs, Pores, Walls and Lures', l'artista visiva Doris Boerman risponde alla pratica dell'autoprogettazione come forma di occupazione di massa, identità comune e pseudo-individualità nella cultura popolare. Con capelli, orecchini, elastici per capelli, spine e pareti galleria, la serie parla della femminilità come un valore costruito commercialmente, così come del corpo femminile normativo e del suo ruolo nella storia (dell'arte).
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